“Cerco le qualità che non rendono in questa razza umana, che adora gli orologi e non conosce il tempo” Svegliami-Cccp


Cos’è il tempo? non è ne finito ne infinito. è infinito finchè non finisce. finito è una misura che si conosce, determinata. il tempo diventa finito nel momento in cui finisce. dopo la morte, il tempo torna infinito. Dopo la morte, smetti di poterlo contare. è finito e determinato solo nel momento in cui finisce, prima non è finito nè infinito, dopo non è misurabile. il tempo esiste solo nell’attimo della morte. il tempo non si può comprendere in un criterio scientifico perchè non si può prevedere, si può solo contare il tempo che è già passato. il tempo nella natura non esiste. la natura non ha tempo, vive in un eterno secondo, in un eterno presente. e perchè l’essere umano non può fare lo stesso? perchè non potremmo fare a meno del tempo.

siamo costretti a correre, a riempirci di impegni, a cercare di arrivare da qualche parte per primi. Sprecare il tempo? come si fa  asprecare una cosa che non è finita? ironico, ma l’uomo benestante si preoccupa più di non sprecare il tempo piuttosto che di sprecare acqua.

Un’altra cosa : abbiamo 100 scatole di uova, e le usiamo per insonorizzare una stanza. Non abbiamo così sprecato 100 scatole di uova? No. e perchè? perchè non sarebbero servite a fare nient’altro.  e se invece delle scatole ci fosse il tempo, qual’è il criterio per definire qual’è il tempo sprecato e quale no? come facciamo a dire che cosa sia più utile o meno, quale sia il modo migliore per utilizzare il nostro tempo? io non penso che il tempo possa essere sprecato. e poi, ne abbiamo tantissimo. per fare cosa? lavorare, mangiare e dormire.

Usiamo questo tempo all’unico scopo di avere altro tempo.

Il tempo che ci resta lo usiamo per imparare o divertirci, che può anche ssere visot coem ” creare bei ricordi”. entrambe queste cose scompariranno quando finirà il nostro tempo. il tempo è terribile. ci dà l’impressione di essere dalla nostra parte. in realtà, è quasi coem uno spettatore divertito, che ride quando ci vede ringraziarlo del fatto che abbiamo tempo senza sapere realmente cosa farne. perchè il punto è questo. che abbiamo o no tanto tempo, lo riempiamo. perchè non sappianmo come suarlo. questo è il tempo umano. u’autoimposizione della mente, una nostra costruzione. una prigione, un paraocchi mentale. una casa di vetro csotruita ad arte dalla mente umana, che non riuscendo a dare un senso alla sua intera vita,  tenta così di dare un senso a una porzione della sua vita. trovare il significato a un’ora,  a un giorno, a un periodo della vita. e perchè si riesce a trovare un senso a un giorno e non a tutta la vita? perchè come usiamo il tempo un giorno  avrà influenza sul giorno seguente: il nostro lavoro di oggi influenzerà il nostro domani.  Quello invece che faremo  durante tutta la vita non influenzerà nulla di seguente, perchè alla fine della vita tutto scompare, non da frutto.

e poi, ritengo abbastanza ridicole le scadenze. avere fretta non ha senso, non bisogna correre. perchè non sai quando il tempo finirà. duqnue, non puoi sapere se sei o no in ritado e quanto. se vuoi arrivare da qualche parte, puoi arrivarci in un anno, un mese  o un pomeriggio. dovrei arrivarci, ed è meglio arrivarci il prima possibile. però, se il tempo ffinisse prima che io ci arrivi, non me ne renderei conto. forse, per un attimo, mi renderò conto che non ci arriverò mai.



Adolescenza.


Dopo averci pensato un pò, sono arrivata alla conclusione che ci sono tre cose che bisogna formare in questo periodo della vita:

  • mentalità
  • idee
  • individualità

Perchè queste tre cose?

Mentalità intesa come ideali, filosofia di vita se vogliamo chiamarla così. Basi su cui modellare le proprie azioni come ” ascoltare quello che dicono gli altri”, ” riuscire a mettere in discussione le proprie idee”, ” rispettare le opinioni altrui”. Una specie di codice di comportamento personale, non necessariamente uguale per ognuno, ma comunque riuscire a spiegare perchè si sono scelte queste “regole”.

Idee. Oppure opinioni, come preferite. Basate su veri contenuti ragionati. Non dò veramente importanza alle conoscenze perchè nella maggior parte dei casi non te le porti dietro per tutta la vita. Le opinioni sono diverse, sono tue. un esempio pratico: la storia del nucleare. Io sono contro il nucleare, a seguito di un’appassionata ricerca in chimica. Attualmente, farei fatica a ricordare i motivi per cui sono contraria. Però l’opinione mi è restata e mi resterà a lungo. Anche la capacità di rielaborazione è una cosa che ti trasmettono direttamente le idee, che impari con la pratica. è collegata al concetto di opinione.

individualità. Diciamo una certa diversità, passioni che appartengono a te soltanto, che senti tue. Perchè questo? prima di tutto perchè penso sia più semplice inserirsi nella società se si ha delle passioni inusuali, anche all’interno di un gruppo presentarsi con abilità che potrebbero essere utili che gli altri non hanno. Ma poi, anche per un motivo personale. Devono essere una specie di base, una risposta ai momenti tristi. Sicuramente tutti passeremo degli attimi di depressione e sconforto. Non credo che si possa affidarsi soltanto a cose esterne, ma bensì la consapevolezza di avere abilità uniche e personali, di essere in grado di fare cose che altri non sanno fare, può aiutare a ricostruire la fiducia in se stessi.

Queste sono le cose che ritengo importanti, che ritengo necessario costruire in questi anni.

Il fatto che trovo di nessuna validità la scuola per costruire questi valori probabilmente è la causa del mio periodo di rifiuto per essa.



31 maggio


e mi sono trovata di nuovo sotto quel palco e ho percepito il cambiamento.

Io sono cambiata. Non ho più paura di ballare. Ho guardato in alto e mi sono sentita felice. Ho sentito, quasi palpabili, i miei sogni.

Il mio mondo corre, ma mai abbastanza in fretta. Ho sempre l’impressione di andare troppo piano, di non fare abbastanza, di sprecare il mio tempo. Ma ci sono posti, ci sono circostanze, in cui mi fermo. Come se vivessi la mia vita in apnea correndo per respirare e improvvisamente riuscissi a riemergere per un attimo. Sono i miei momenti migliori, quelli in cui capisco che non vorrei essere in nessun altro posto.
Ieri mi sono sentita così, in quella notte sotto le stelle a ballare un pezzo ska.

Sto cambiando la mia opinione sulle persone. Mi rendo conto che alla fine hai un’opinione di chiunque e che non nasce da un giorno all’altro. Un’opininione è un’insieme di sensazioni, di parole, di fatti che ti hanno colpito e di hanno portato a crearti una certa immagine. Grandi gesti o grandi delusioni non modificheranno totalmente un’opinione, al massimo metteranno più in risalto certe cose piuttosto che altre.
Alla fine è come una casa di mattoni, che costruisci piano piano e che non sempre cresce così dritta.
Ho smesso di credere ai grandi gesti. Un’amico non si vede nel momento del bisogno, si vede quando non ne hai bisogno. Ad aiutare una persona in difficoltà c’è lo impone la coscienza, ad aiutare una persona che non è in difficoltà c’è lo impone l’amicizia. Fare qualcosa per qualcuno semplicemente perchè vuoi vederlo felice.

Ma la cosa più bella che ho sentito è che per quanto le cose possano andare male, per quanto la mia vita si rivelasse un fallimento, un disastro, ci sarà sempre, da qualche parte, l’occasione di ballare un pezzo ska sotto le stelle.



Grazie.


Una cosa che ho imparato è che non si sa mai chi sarà con te domani. Alcune persone muoiono, altre si perdono, altre tradiscono. Alcune persone le scopri in una giornata, in un attimo, e possono rivelarsi una grande scoperta quanto una grande delusione.

Un’altra cosa che ho imparato è che non sai mai chi è sincero con te, ma sai solo con chi sei sincero tu. La sincerità è un dono, come l’altruismo. Un dono per se stessi prima ancora che per chi ti sta attorno.

In questo momento sento il bisogno di ringraziare alcune persone, un ringraziamento che va al di là dell’opinione che io ho di loro o che loro hanno di me. Hanno semplicemente portato qualcosa in più alla mia vita.

Questo perchè spesso non ci rendiamo conto di quanto peso possano avere alcuni nostri gesti apparentemente insignificanti. Tutti gesti minuscoli, ma che mi hanno trasmesso qualcosa e hanno cambiato in un certo senso il corso della mia vita.

Questo è quello che penso oggi, probabilmente diverso da quello che penserò domani e sicuramente diverso da quello che pensavo ieri. Le opinioni cambiano, purtroppo e perfortuna.

Grazie a Mimi, che c’è sempre. Come una pallina gialla in un mondo di palline nere.
Grazie a Marghe, che non ha paura di nulla e spesso riesce a far passare la paura anche a me
Grazie a Martina, che mi ha detto che se anche tutto andava male era fortunata ad avere delle amiche come noi.
Grazie alla Robi, che col suo sorriso e le sue coccole mi fa dimenticare qualsiasi problema.
Grazie a Dea, con cui faccio discorsi che non faccio con nessun altro.
Grazie a Citt, che per qualche strano motivo riesce sempre a farmi dimenticare che sono arrabbiata.
Grazie ad Alex, che mi aiuta sempre e non si offende mai.
Grazie a Sofia, che mi ha passato il fascicolo di Intercultura e mi ha fatto capire che il mondo non è così lontano.
Grazie a Mezza, che mi ha ringraziato per essere venuta al collettivo e mi ha convinto a tornare.
Grazie a Dixi, che chiedendomi di venire in curva mi ha aperto un mondo che non avrei mai immaginato.
Grazie a Skieve, che mi fa sempre sentire benvoluta e mi tratta come un’amica.
Grazie a Mich, che magari senza saperlo dice sempre la cosa giusta al momento giusto.
Grazie a Gnappo, che pian pianino mi sta facendo amare la violenza.
Grazie a Teo, che col suo modo di fare riesce misteriosamente a farmi sempre sentire a mio agio.
Grazie a Niki, che nemmeno sa che penso che sia una delle persone più simpatiche e divertenti che abbia mai conosciuto.

Più in generale,
Grazie al collettivo, per avermi insegnato a pensare alle idee.
Grazie alla curva, per avermi insegnato a combattere per le idee.



Valori.


Valori. Criteri di giudizio. Cos’è più importante? quello che è importante per me lo è anche per voi? è con questo che mi scontro. La nostra società si basa sulla comunicazione, ma siamo sicuri di parlare la stessa lingua? il mio concetto di “libertà” è diverso dal vostro. il mio concetto di “vita”, di ” scuola”, di “crescita”, di “maturità” è diverso dal vostro. Sono le miei idee che devono crescere e che diventeranno come le vostre, oppure sono idee diverse? Parliamo una lingua diversa perchè crediamo in cose diverse o perchè devo ancora fare le vostre esperienze? Io non penso che voi vediate veramente così tanto più lontano. O forse non sapete spiegarvi. Non sono una bambina. Mi rifiuto di esserlo.

Sono una persona maturata. In grado di difendere le proprie idee e le proprie posizioni. In grado di compiere le proprie scelte e di accettarne le conseguenze. In grado di capire, di decidere, di assumersi le responsabilità. è questo che voglio che voi accettiate. Mi rifiuto di essere valutata. Mi rifiuto di essere guidata. Accetterò consigli solo se dati con rispetto e considerazione.

E qui finisce e dovete ancora capirlo. Basta. Ho creato le mie idee e ho fatto le mie scelte. Non accetto valutazioni e decisioni imposte.



Perchè?


Certe volte mi chiedo perchè combatto. Quando sono stanca, quando il momento di tensione o di rabbia è passato, quando le cose non vanno per il verso giusto, mi chiedo perchè lo faccio. Alla fine, se invece di pensare al mondo e alla politica mi concentrassi sulla filosofia, sulla scienza, sull’arte probabilmente sarei più realizzata e avrei molti meno problemi. Alla fine, molte cose le vedo solo perchè ci sono dentro: se io non avessi certe idee, forse non mi arrabbierei più di tanto per una discriminazione razziale o per le azioni dei cosidetti “fascisti”. Se non mi interessassi di politica, sarebbe tutto più semplice.

Ma alla fine, non sono mai stata una persona razionale. Ho realizzato che quando ho un motivo serio per fare le cose o non le faccio o le faccio male. Semplicemente, sono qui perchè me lo dice il cuore. O la coscienza.

Ho scelto di appartenere a una minoranza e di condividerne i guai. Probabilmente perchè è una delle cose più sensate a cui potevo dedicare i miei sforzi, perchè penso che una vita non può essere fine a se stessa e che devo fare qualcosa che coinvolga gli altri.

Alla base della mia scelta politica c’è l’uguaglianza. Qualche tempo fa ho pienamente compreso quanto sia importante che tutti abbiano le stesse possibilità, che tutti possano scegliere che cosa fare della propria vita. Se mi venissero tolti i miei diritti, tutti i miei sogni si infrangerebbero. Ci sono persone che questi diritti non li hanno mai avuti. è successo a loro, ma sarebbe potuto succedere a me.
Penso che le persone spesso siano delle cose stupende. Continuano, nel bene o nel male, a stupirmi.
E mi stupiscano sia che siano italiane, francesi, africane, cinesi, marocchini, albanesi.
Sia che siano bianchi o neri o gialli.
Sia che siano etero, omo o bisessuali.
Penso che le potenzialità siano uguali per chiunque, sono, ingiustamente, le possibilità che cambiano.

Un’altra cosa che ha condizionato la mia scelta politica è il concetto di libertà individuale. Il poter scegliere cosa fare e cosa non fare, nel limite del rispetto.

E infine, c’è la diversità. Quella che distingue un italiano da un francese e un inglese da un tedesco. Tutto un bagaglio culturale che si concretizza nella lingua, nella cucina, nei modi di fare, nei punti di vista. Una diversità che sta scomparendo annegata nell’omologazione. Questa è una perdita.

Alla fine non combatto per motivi razionali. Io potrei vivere la mia vita sapendo che le persone soffrono e muiono, vengono discriminate, vengono assoggettate, vengono omologare e fregarmene.
Eppure non lo faccio. Ancora adesso non so perchè, ma so che se smettessi di farlo mi sentirei vuota, nonchè in colpa.



Frustrata.


Frustrata. Frustrata e arrabbiata. Perchè non sono ciò che vorrei essere, non faccio ciò che vorrei fare. Ma non è questo il brutto. Non sono ciò che voglio? lo diventerò. Non faccio quello che voglio? lo farò. è quando entro in contatto con il mondo che diventa frustrante.

Odio le bugie.
Sono frustrata perchè ho l’eterna impressione di essere presa in giro. Da politici, professori, parenti, coetanei. Baso le mie scelte su informazioni di dubbia provenienza perchè non riesco a trovare fonti sicure.
Voglio chiarezza, sincerità, verità.

Odio le parole.
Sono frustrata perchè le parole non mi fanno arrivare da nessuna parte. Voglio fatti, in tutto. Voglio avere la possibilità di dimostrare quello che dico e avere la dimostrazione di ciò che dicono gli altri. Le parole in molti casi sono solo aria.
Voglio fatti.

Odio questa insensatezza.
Mi sento frustrata perchè ho l’impressione di non arrivare da nessuna parte.
Voglio un obiettivo.
Voglio un progetto.
voglio qualcosa di pratico.

Odio i giudizi.
Sono frustrata perchè la gente continua a giudicarmi, a dirmi che sono stupida, fragile e ingenua. Mi critica senza sapere tutto, mi deride senza sapere tutto. Ho finito per non ascoltare nessun parere.
Non voglio essere giudicata.
Voglio essere compresa.

Odio questa superficialità.
Sono frustrata perchè sembra che quello che faccio non interessi quasi a nessuno. Antirazzismo, uguaglianza, libertà. Queste cose non vi interessano?
Voglio partecipazione.
Voglio gente che si muove, che si indigna, che si espone, che lotta.

Sono frustrata. Sono arrabbiata… mi state facendo diventare cattiva.



Io sono contro.


Io sono contro la globalizzazione.

Io sono contro l’imperialismo.

Io sono contro il dal molin.

Io sono contro il fascismo.

Io sono contro il razzismo.

Io sono contro. Sono contro a un sacco di cose. Dicono che essere contro non serve a niente, è criticare e basta. Per me non è così. Sono contro a ciò che non accetto, a ciò che non condivido perchè non posso fare altro. Spesso non ci è realmente data la possibilità di avanzare proposte. E poi, sicuramente è meglio proporre cose nuove che criticare, che essere contro. Ma è meglio essere contro che subire. Subire pestaggi e a volte anche lutti, subire una base americana dietro casa, subire una discriminazione. Penso che protestare sia un passo avanti, un inizio.

Io sono contro.



Ed ora tocca anche all’Anima…


Come promesso, ecco anche l’articolo sull’esistenza dell’anima. Ora, io ovviamente non ci credo. Dico ovviamente perchè immagino che nei topic precedenti siano emerse abbastanza bene alcune mie prese di posizione. Perchè non ci credo? Beh, al di là della mancanza di prove concrete, voglio riassumere una discussione che ho avuto qualche tempo fa col biondo taglialegna di valle s.floriano ( :P ).

Si parlava, sostanzialmente, della possibile origine dell’anima e ci siamo concetrati su due problemi. Prima di tutto, a livello evolutivo, quando nasce. Gli animali non hanno l’anima, e dunque nemmeno i primati. Eppure tra uomo e primati il passo è relativamente breve. In quale momento dell’evoluzione l’uomo ha acquisito questa ipotetica anima? ( tra l’altro di questo si tratta anche nell’articolo che ho riportato nel link sotto e si sostiene che le due evoluzioni siano separate… ma il problema a mio avviso resta cmq, a meno che non si neghi a priori la teoria dell’evoluzione dell’uomo, cosa che mi farebbe rizzare i capelli xD ).
l’altra questione era a livello di nascita, di embrione, quando un bambino potrebbe teoricamente ricevere l’anima. Bhe, il mio ragionamento è questo (spero di non scandalizzare nessun benpensante): un neonato, a livello psicologico e mentale non è molto più avanti di un animale, alla fine non è cmq in grado di compiere ragionamenti complessi, che vanno al di la dei bisogni primari. Nel link sotto si sostiene, a un certo punto, che gli animali non hanno emozioni e sentimenti, ma semplicemente tendono a mostrare felicità e affetto solo per ricevere cibo e cure. Allora non potrebbe essere così anche per un bambino? ora, non sto necessariamente sostenendo che un’ipotetica anima si svilupperebbe o riceverebbe molto dopo la nascita, ma che cmq io non darei così per scontato che un feto abbia un ipotetica anima ( e qui penso si intuisca cosa penso dell’aborto, chissa, magari ci scriverò un articolo in futuro)

Ora, eccovi il famoso link ( a pensarci bene forse era meglio se prima leggevate il link e poi quello che penso io cmq…). Premettendo che è più pesante e contorto da leggere di quello che scrivo, buona lettura che è interessante e sopratutto sostiene la parte contraria alla mia, giusto per avere una piccola visuale d’insieme.

http://xoomer.alice.it/fedeescienza/discusitnf.html

dunque…questo è sicuramente molto interessante. A parte che non ho capito benissimo il paragone con le onde sonore *_* per chi non avesse voglia di leggerlo, sostanzialmente dice che essendo il nostro cervello costituito da atomi che interagiscono tra loro solamente con scambio di elettroni, stesso scambio che avviene in qualsiasi sostanza fisica, tutti i nostri pensieri, sentimenti, sensazioni non possono derivare da questi movimenti elementari, e dunque deve esserci qualcosa al di là che li genera.

è intrippante. Ma nonostante ciò non la considero una risposta soddisfacente, è come dire: C’è questa cosa e non me la so spiegare, dunque c’è l’anima. Come dire: la terra gira e non so perchè, dunque c’è Dio.



Verità.


Io non credo alla verità. Sono giunta a credere che la verità non esiste e se esiste non è alla portata dell’uomo. O meglio. Ciò che ci impedisce di raggiungere la verità sono i sentimenti. Questi mascherano tutto, stravolgono qualsiasi dato reale che noi abbiamo. Non solo le opinioni, i giudizi, le parole, ma anche i fatti. Anche una morte può essere interpreata e la verità non esiste, esistono soltanto una moltitudine infinita di punti di vista. Questo lo vedo ogni giorno. Per quanto io tenti di interpretare razionalmente i fatti, mi trovo davanti a due o più versioni e mi trovo costretta a scegliere. Scelgo il punto di vista, non la verità. Qui sta il limite della ragione umana, e sono le emozioni. Una vita senza emozioni sarebbe povera, ma ci permetterebbe di comprendere i misteri più profondi dell’uomo. Paradossalmente, l’unico modo per conoscere la verità è estraniarsene. Peccato solo che spesso sia impossibile. Eppure, l’uomo fa passi da gigante. Penso che questo nostro accanimento e passione sia straordinario. La specie umana non fa altro che meravigliarmi. Riesce a compiere imprese grandiose, per quanto sembri che tutto ci sia contro.

Sono turbata. La nostra ragione è così piena di difetti, così facilmente ingannabile. Eppure è l’unico strumento che abbiamo per andare avanti.

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